SOULVILLE

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LISTEN. "Our music is a secret order"(Louis Armstrong)
Mar 16
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Com’è un posto prima di giungervi per la prima volta? Mi domandavo.

È un luogo che esiste già,piu’ o meno  fantasmato, più o meno scritto, piu’ o meno abbozzato nell’archivio della fantasia fino a che  le due dimensioni(esperienza ed immaginazione) si mischiano alchemicamente insieme ed acquisisce allora un senso compiuto nella mitologia personale.

Quando cammini per Noto ti sembra di stare a Versailles,diceva C.guidando, mentre riesumava colorati e ridenti ricordi siciliani.

Le case di Noto erano baroccamente dipinte di giallo e all’ora del tramonto diventavano d’oro.

L’odore del porto irruppe improvvisamente dal finestrino: era la darsena di Pisa.

Affascinanti scheletri di vecchie navi ricoverate nei docks ci ammaliavano con le loro armature ossidate.

Una nave fuori dall’acqua acquisiva un potere immaginativo fortissimo, come un castello in mezzo al mare.

Toto’,il cane dei vicini, sbucò dal nulla in mezzo all’erba e così come giunse se ne andò dopo qualche attimo di esitazione tra l’orto e il recinto delle galline.

Da stamani si era aperta la caccia ad uno dei conigli che era scappato durante la notte.

Ora si era sollevata una leggera brezza che bastava a far frusciare le cime e rinfrescare quel caldissimo pomeriggio di metà luglio.

I mosconi danzavano tagliando l’aria a metà e gli uccellini cinguettavano come nei migliori racconti bucolici.

A C. mancava solo una spiga tra le labbra e un cappello di paglia sulla testa mentre schiacciava un pisolino all’ombra del fico che si ergeva al centro del giardino.

Improvvisamente pensai all’India.